Gonfiore addominale e intolleranza: sensibilità al Nichel

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Gonfiore addominale e intolleranza: sensibilità al Nichel

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Gonfiore addominale e intolleranza: sensibilità al Nichel

L’intolleranza al nichel rappresenta una problematica alimentare piuttosto diffusa, distinta nettamente da altre reazioni avverse a cibi, come l’intolleranza al lattosio o la celiachia. A differenza di queste ultime, per le quali esistono test diagnostici precisi, l’identificazione dell’intolleranza al nichel procede tramite un processo di esclusione, supportato dall’utilizzo di un diario alimentare dettagliato e sotto la guida esperta di specialisti della nutrizione, allergologi e gastroenterologi.

Negli ultimi anni, l’attenzione verso l’intolleranza al nichel è cresciuta: alcune ricerche hanno evidenziato come la popolazione, ad esempio, sia esposta a metalli pesanti anche attraverso l’alimentazione, sottolineando quindi l’importanza di prestare attenzione a determinate categorie di alimenti, pur senza demonizzarli. Ad esempio, il consumo di pesce, sebbene benefico, richiede cautela nella scelta delle specie, preferendo quelle di taglia minore per il loro minor contenuto di mercurio. Analogamente, si raccomanda prudenza con il consumo di sushi e altri piatti a base di pesce crudo.

 

Allergia al nichel

Il nichel è un metallo pesante presente naturalmente nell’ambiente e in molti alimenti, da quelli vegetali a quelli di origine animale, sebbene in misura minore.

La distinzione tra allergia e intolleranza al nichel è cruciale: l’allergia si manifesta con sintomi cutanei e/o extra-cutanei e può essere confermata tramite test allergologici specifici epicutanei (patch test). I sintomi dell’allergia al nichel compaiono in genere tra le 24 e le 72 ore dopo il contatto e possono durare per anche un mese, nei casi più gravi. I sintomi possono includere prurito, arrossamento, eruzioni cutanee, vesciche, e secchezza nella zona di contatto: è una dermatite “ritardata” perché non avviene in un lasso temporale breve.

Il trattamento principale consiste nell’evitare il contatto con il nichel. Creme steroidee e antistaminici possono essere utilizzati per alleviare i sintomi.

 

Intolleranza o sensibilità al nichel

L’intolleranza al nichel, talvolta chiamata sensibilità al nichel, si riferisce invece a reazioni avverse che si verificano a seguito dell’ingestione di nichel presente negli alimenti o in oggetti che entrano in contatto con le mucose. Non è mediata dal sistema immunitario come le allergie.

I sintomi possono variare ampiamente e includono:

  • generalistanchezza, spossatezza malessere diffuso;
  • gastrointestinali: intenso gonfiore addominale, dolore all’addome spesso con crampi, diarrea o stipsi, afte in bocca, gengiviti;
  • urinaribruciore, franchi episodi di cistite;
  • ginecologici: prurito, perdite, candida ricorrente;
  • perdita di capelli e fragilità delle unghie;
  • neurologici: cefalea, capogiri e vertigini, formicolii agli arti e crampi.

In linea di massima per questo disturbo non esiste una terapia. È possibile superare l’intolleranza e gestire la sintomatologia, facendo attenzione alla dieta e non consumando fonti alimentari di nichel.

 

La SNAS: Sistemyc Nichel Allergy Sindrome

Negli ultimi tempi, la comunità scientifica ha messo in luce una condizione clinica nota come Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS), caratterizzata da una vasta gamma di sintomi precedentemente descritti. Questa sindrome, spesso legata a individui con una predisposizione alle allergie, in particolare alla dermatite da contatto con il nichel, può manifestarsi con sintomi che vanno oltre le semplici reazioni cutanee, interessando parti del corpo non direttamente esposte al metallo. Tra questi, i disturbi gastrointestinali risultano particolarmente significativi, soprattutto dopo il consumo di alimenti ricchi di nichel.

Per la SNAS non esistono test diretti che possano confermare la diagnosi con certezza: l’approccio raccomandato dagli esperti si basa sull’eliminazione temporanea dalla dieta dei cibi che statisticamente sono più spesso associati a reazioni allergiche. Questo processo di esclusione, seguito da una reintroduzione controllata degli alimenti, è fondamentale per identificare le specifiche sensibilità del paziente.

 

Come affrontare la sensibilità al nichel?

Il primo passo per chi soffre di intolleranza al nichel è eliminare o ridurre l’esposizione a questo metallo, sia attraverso la dieta che evitando il contatto con oggetti ad alto contenuto di nichel. Seguire una dieta personalizzata, preparata da esperti in nutrizione con competenze specifiche su allergie e intolleranze, è fondamentale. Questo approccio dietetico prevede inizialmente l’eliminazione degli alimenti trigger, per poi reintrodurli gradualmente in modo equilibrato, mirando a recuperare la tolleranza e ad adattare l’alimentazione alle esigenze individuali.

 

Strategie per una dieta a basso contenuto di nichel

Cambiare dieta e stile di vita richiede più della semplice volontà. È essenziale organizzarsi per affrontare le sfide quotidiane, trasformando queste difficoltà in un’opportunità per scoprire nuovi alimenti e sapori, come quinoa, miglio, grano saraceno, castagne, amaranto e canapa. Creare promemoria e liste di alimenti consentiti, dedicare tempo alla lettura delle etichette alimentari e pianificare un menù settimanale possono semplificare la gestione della dieta e rendere la spesa più efficiente.

 

Dove si trova il nichel e come gestirlo nella dieta?

Il nichel è onnipresente nell’ambiente, dagli oggetti quotidiani agli alimenti. Alcuni cibi, come pomodori, cioccolato, frutta secca e legumi, hanno un alto contenuto di nichel, mentre altri, come la carne e alcuni tipi di pesce, ne contengono meno.

La scelta degli utensili da cucina giusti, come pentole di ghisa o acciaio inox senza nichel, è importante per minimizzare l’esposizione durante la cottura.

Gestire l’intolleranza al nichel richiede tempo e pazienza, ma i benefici in termini di miglioramento della qualità della vita e benessere generale sono inestimabili. Con le strategie giuste e un approccio informato, è possibile convivere con questa condizione mantenendo un’alimentazione e gli specialisti della nutrizione giocano un ruolo chiave nell’aiutare i pazienti a gestire l’allergia al nichel attraverso diete mirate.

 

Dott. Fabrizio D’Agostino

Biologo Nutrizionista e Chinesiologo

Master in Dietetica e Medicina dello sport – SUN

Presidente della S.I.F.A. (Società Italiana Fitness e Alimentazione)

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